Home > Argomenti vari > STORIA: Erika ed Omar, FMM italiani

STORIA: Erika ed Omar, FMM italiani

28 Dicembre 2007

La follia di Michele ricorda molto a quella di Erika, del delitto di Novi Ligure del 2001. Ma Erika aveva 16 anni e del coinvolgimento di Omar sappiamo tutto, mentre ci è sconosciuto quello del McEnroe. In entrambi i casi sembra evidente la matrice femminile del delitto.

Ripercorriamo i fatti della mattanza italiana.

 

 

LA MAMMA. Erika e Omar premeditarono per almeno due-tre mesi lo sterminio della famiglia della ragazza. Nei lunghi pomeriggi che i due passano da soli immaginano più volte, e con varie alternative, la strage in cui avrebbe dovuto perdere la vita anche il padre di Erika.
Sono le 20,30 di mercoledì 21 febbraio 2001. Erika e Omar si sono nascosti in un bagno del villino De Nardo. Silenziosi e al buio attendono il ritorno di Susy Cassini e Gianluca. Omar indossa passamontagna, guanti e tuta per non macchiarsi di sangue sul corpo. Entrati in casa Susy va in cucina, mentre Gianluca corre in camera sua: è a quel punto che i due ragazzi escono dal bagno e aggrediscono la donna. A scagliarsi contro di lei è per primo Omar che la accoltella molte volte con una brutalità tale che il coltello si piega. Susy però non è ancora morta: allora interviene anche Erika che colpisce la madre urlando "Muori! Muori!". Dev’essere stata una scena tremenda: Susy muore e le sue ultime parole sono di perdono per la figlia. Alla fine sul corpo si conteranno quarantasette coltellate.

 

IL FRATELLO. Gianluca però ha sentito tutto dalla sua camera ed è sceso appena in tempo per vedere gli ultimi istanti dell’aggressione. Il ragazzo urla di fronte a quella scena terribile ed Erika lo ferisce a un braccio, poi lo costringe a salire in camera sua dove lo chiude a chiave. I due non sanno molto bene cosa fare… mentre Gianluca distrugge la stanza nel vano tentativo di scappare. Omar sarebbe tentato di lasciarlo andare, ma il ragazzo ha visto troppo e per questo deve morire.
L’esecuzione di Gianluca sarà qualcosa di spietato e spaventoso al tempo stesso. Con la scusa di lavargli il sangue dalla ferita sul braccio, Erika apre la porta e lo porta in bagno: in realtà vuole far bere a Gianluca il veleno per topi precedentemente sciolto in un bicchiere. Lui però si oppone, lotta, morde, finché il bicchiere cade a terra. E allora Erika lo accoltella più volte. "Perché mi fai questo?" urla il ragazzo che cerca disperatamente di fuggire: le piccole impronte delle sue mani sporche di sangue rimarranno impresse sulle pareti.
A quel punto interviene anche Omar che colpisce più volte Gianluca, il quale si accascia a terra ormai stremato. Non è ancora morto però: così i due lo trascinano nella vasca da bagno dove lo annegano…
Sono le 20,53, tutto è finito. O forse no, la missione non è ancora compiuta perché rimane il padre di Erika, Francesco De Nardo. Omar però è provato e non ce la fa più. Fa per andarsene, ma Erika cerca di bloccarlo: "Come, te ne vai? E mio padre non lo uccidiamo?". Il ragazzo è sfinito da tutto quel sangue, dalla violenza: "Se vuoi, fallo da sola. lo me ne vado, non ce la faccio più" e infatti va via con il motorino, circostanza che sarà confermata da un testimone. Allora la ragazza butta qualche oggetto in aria nella casa e s’inventa la storia della rapina degli albanesi finita male. Durerà poco però, perché i due verranno immediatamente scoperti. Il processo che seguirà li vedrà condannati entrambi: venti anni a Erika, quattordici a Omar.

 

Cerca in questo blog gli altri post su massmurder o FMM 

  1. zzambot
    22 Gennaio 2008 a 17:41 | #1

    nell’atrocita’ del delitto una ancora piu’ atroce nota sarcastica. Anni fa campeggiava sui cartelloni romani a scritte cubitali: Erica, la casa delle meraviglie! Era pubblicita’ di una ditta che vende ceramiche ma il mio mononeurone non se ne era reso conto se non dopo molto tempo. Il sito della ditta (ancora con lo slogan!) è http://www.ericaceramiche.it/main.swf

I commenti sono chiusi.